Tolo Tolo – La Recensione

La recensione del nuovo attesissimo film di Checco Zalone, scritto con Paolo Virzì, in sala dal 1º gennaio 2020. ...
Tolo Tolo

Anno nuovo, vita nuova. Nuovo decennio, nuovo Zalone. A quattro anni di distanza da Quo Vado?, Checco Zalone ritorna (questa volta anche in veste di regista) con Tolo Tolo, commedia di cui è protagonista assoluto, scritta assieme a Paolo Virzì. Riuscirà il comico pugliese a replicare gli incassi dei precedenti film? Noi ci auguriamo di tutto cuore che possa riuscirci.

Per la sinossi non fate riferimento a ciò che leggerete sui siti dei cinema e dei multisala: non c’è nessun comico napoletano minacciato dalla camorra né alcun carabiniere che diventa suo amico. La trama parte dalla Puglia, con Checco Zalone (all’anagrafe Pierfrancesco, c’è già un cambiamento) che fallisce miseramente un’impresa economica e scappa, pieno di debiti, in Africa. Da lì, seguirà la rotta dei migranti per tornare suo malgrado in Italia, fra guerra e campi di prigionia. Sì, avete capito bene.

Il grande pregio di Tolo Tolo è infatti quello di aver preso un argomento che definire di stringente attualità sarebbe riduttivo (cioè l’immigrazione) e di aver innestato al suo interno la commedia. Tutto ciò che avvelena i dibattiti politici e la vita di tutti i giorni di un’Italia sempre più incattivita è qui fonte di gag e risate. O, meglio: lo sfondo della tratta dei migranti rimane serio e autentico, seppur edulcorata; è Zalone che vi costruisce su sopra battute e sketch con la maschera dell’idiota che mai si arrende, nemmeno di fronte ai bombardamenti.

Per farvi un’idea dei livelli di stupidità e miseria umana che animano la politica italiana contemporanea dovrete recuperare Bentornato Presidente di Fontana e Stasi. Per ridere di un argomento considerato finora serio e tabù (a onor del vero l’hanno fatto anche Ficarra e Picone con Il primo Natale) il film da tenere sempre a mente è Tolo Tolo. Non siamo dalle parti di Monicelli, Risi, Sordi e Gassman, ma ci andiamo (con le dovute proporzioni e differenze) molto, molto vicini. Con un cameo di Nichi Vendola che vale da solo il prezzo del biglietto.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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