Toy Story 4 – La Recensione

Il film sarà in sala dal 26 giugno...
toy story 4

Bisogna essere folli per riportare al cinema un franchise chiuso nel migliore dei modi con un terzo capitolo perfetto. Folli, ma probabilmente anche capaci di racconare qualcosa di nuovo in una saga nata nell’ormai lontano 1996 e in grado di attraversare più di vent’anni di cinema uscendone indenne.

Cambiano le tecnologie, ma lo spirito di Toy Story rimane intatto anche in questo quarto capitolo. Salutato Andy, Woody e Buzz sono adesso dei giocattoli di Bonnie. Ma così come ventitré anni fa, anche questa volta arriverà qualcosa a “distruggere” la pace tra Bonnie, Woody, Buzz e il resto dei giocattoli. Si chiama Forky ed è un forchetto. Non un giocattolo comune, ma uno creato dalla piccola Bonnie e diventato subito il suo preferito. Un legame che non toccherà solamente la bambina, ma anche Woody.

Toy Story 4 è infatti il film su Woody, il capitolo conclusivo che chiude l’arco narrativo del cowboy. Il film di Josh Cooley gioca molto con lo status del personaggio, ancorato ad una realtà tenuta in piedi da un nome scritto sotto il suo stivale ma continuamente alla ricerca di un nuovo ruolo. Così, come un vecchio leader ormai costretto a cedere il passo, anche Woody dovrà capire il suo nuovo ruolo, mettendo in discussione il suo status di giocattolo.

Un processo che passa attraverso una lunga serie di peripezie in cui Toy Story si rifà il look, portando i suoi personaggi fuori dalla loro confort zone e mettendo in campo un’idea di scrittura inedita nel franchise Pixar. La mano di Cooley si vede anche nel cambio di marcia in cabina di regia, dinamica rispetto al passato, e all’uso di una comicità moderna e a tratti aggressiva. Il tono giusto per far sorridere il pubblico adulto senza scontentare quello più giovane.

Toy Story 4 riesce quindi a non rovinare il ricordo del capitolo precedente, arricchendo il franchise con un nuovo episodio indispensabile per comprendere a fondo il protagonista indiscusso della saga, Woody.


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Francesco Martino

Scrivo di cinema e faccio le pubblicità.
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