Trafficanti

La nostra recensione di Trafficanti, la nuova commedia di Todd Phillips con Miles Teller e Jonah Hill
Trafficanti

Conosciuto dal grande pubblico per la trilogia di Una Notte da Leoni, la carriera di Todd Phillips non può essere certo definita varia. Non c’è da sorprendersi, quindi, se per il suo decimo lungometraggio, il regista americano si sia voluto affidare ancora una volta alla commedia per portare sul grande schermo la storia di due improbabili trafficanti d’armi. Tratto da un articolo pubblicato nel 2011 da Rolling Stone, Trafficanti è il racconto di un sogno americano distorto, uno stoner movie mascherato da storia vera, in cui le doti comiche del suo cast vengono valorizzate ed esaltate.

Simile a La Grande Scommessa per l’unione di comicità e realtà, Trafficanti mette in chiaro da subito come le sue intenzioni siano distanti da quelle del film di Adam McKay, preoccupandosi molto di più di raccontare qualcosa di divertente piuttosto che qualcosa di vero. La storia scritta dal giornalista Guy Lawson, viene reinterpretata dallo sceneggiatore Stephen Child per creare situazioni al limite dell’assurdo, pronte per essere servite al talento di Jonah Hill e Miles Teller e mescolate con la comicità scorretta di Todd Phillips. Capiterà più di una volta di trovarsi davanti a scene dalla formula collaudata, in cui i due protagonisti sono liberi di portare all’estremo i loro personaggi, accompagnati da scelte musicali spesso volutamente fuori luogo. Come quando un Jonah Hill vestito di pelliccia spara con un AK-47 fuori da un capannone in Albania, accompagnato dalle note di Wish You Were Here dei Pink Floyd.

La chiave di Trafficanti sta proprio lì, nella consapevolezza di non essere davanti ad un film che vuole raccontare una storia vera, ma piuttosto di un film che vuole trasformare una storia vera in una divertente, partendo dal racconto di due amici poco più che ventenni diventati i più grandi trafficanti d’armi al mondo ed inserendola in un frullatore pieno di eccessi e di situazioni al limite dell’assurdo. Il risultato è una commedia divertente e dalle poche pretese, massima espressione della filmografia di un Phillips altrimenti sottotono.

Trafficanti
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Francesco Martino

Scrivo di cinema e faccio le pubblicità.
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