Tuo, Simon

La nostra recensione di "Tuo, Simon", teen drama che racconta con ironia l'amore omosessuale tra i banchi di scuola
Tuo, Simon

A primo impatto, la trama di Tuo, Simon potrebbe suggerire di essere di fronte all’ennesimo film stucchevole e “già visto”, il solito teen drama ambientato in una classica scuola americana, con i soliti bulli e il solito gruppo di adolescenti emarginati. In tal caso, non ci sarebbe niente di più sbagliato.

Il film di Greg Berlanti (produttore e sceneggiatore di alcuni episodi di Dawson Creek) segue le vicende di Simon Spier, un adolescente dalla vita ordinaria che nasconde un segreto: è gay. Un giorno, la chat con un  ragazzo che non ha mai incontrato finisce nelle mani sbagliate e Simon si trova a dover affrontare una situazione complicata, nella quale vengono invischiati anche i suoi più cari amici. La paura di essere scoperto si trasforma però in un’occasione per superare le ansie e i conflitti interiori che lo attanagliano, insieme al desiderio di scoprire l’identità del ragazzo del quale pian piano si sta innamorando.

Il merito di Tuo, Simon sta nel raccontare l’amore omosessuale allo stesso modo di quello eterosessuale, sullo sfondo dei tipici “drammi” adolescenziali ma evitando i cliché legati ai film di tale genere (alcuni citati sopra), dove l’esasperazione dei sentimenti e la ricerca nauseante della tragicità la fanno da padrona.

Infatti, il vero punto di forza risiede nel trattare la questione con la giusta combinazione tra sano umorismo e misurata dose di drammaticità, come dimostra la scena che introduce  l’identità sessuale del suo protagonista, quando quest’ultimo tenta goffamente di corteggiare il giardiniere dei vicini. Oltre al personaggio di Simon, la cui tenerezza e genuinità conquistano il pubblico, meritano un plauso anche i personaggi che fanno da contorno alla storia principale: i genitori progressisti, interpretati da due simpatici Jennifer Garner e Josh Duhamel; il disperato preside della scuola che ha il volto di Tony Hale e l’acida insegnante di recitazione di Natasha Rothwell. Insieme ad essi, a rendere vivace la storia ci pensano gli amici di Simon, ciascuno con le proprie pene d’amore,  affrontate sempre con ironia e lontane dalla banale retorica.

Tuo, Simon ha tutte le carte in regola per diventare film manifesto di quelle generazioni che si affacciano ora all’adolescenza, quasi come una confortante pacca sulla spalla.

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