Tyler Rake – La Recensione

I Fratelli Russo trasformano Thor in un mercenario creando un nuovo eroe che non ha nulla da invidiare a John Wick...
Tyler Rake

Da The Raid a John Wick, il cinema di genere action sta vivendo la sua epoca migliore e non c’è da meravigliarsi se continuano a spuntare nuovi eroi in questa lunga tradizione (il primo The Raid usciva dieci anni fa). Anche Netflix ci ha provato affidando il compito ad un team di tutto rispetto: producono i Fratelli Russo che mettono Chris Hemsworth tra i vicoli di Bangladesh ad alzare le mani; dirige, al suo primo film dietro la macchina da presa, Sam Hargrave, stunt coordinator dei film della Marvel. Insomma, persone che qualcosa in tema d’azione ne sanno.

Tyler Rake vuole essere il John Wick del colosso dello streaming, ma i due personaggi sono lontani anni luce tra di loro, a partire dalla differenza di fisico tra Chris Hemsworth e Keanu Reeves, ma anche in termini di racconto. Se Joe Russo (che ha scritto la sceneggiatura di Tyler Rake) cerca anche le motivazioni nell’azione, John Wick era dedito solo all’azione, e la spettacolarità di questa rendeva superfluo il solo pensare al bisogno di una storia (lo faceva anche The Raid in effetti). Non che sia un male cercare una coerenza nelle motivazioni che spingono il personaggio di Chris Hemsworth a fare quello che fa, ma in Tyler Rake questa ricerca sembra ottenere l’effetto contrario, rendendo macchiettistico e banale qualsiasi tentativo di creare una narrazione più coesa per un film d’azione.

E questa è l’unica critica che si potrebbe avanzare alla pellicola, perché quando l’azione non si riposa e finisce per sovrastare la storia, il risultato è più che buono. È sorprendente la tecnica con cui Sam Hargrave, al suo debutto alla regia, riesce a guidare l’azione: è davvero peculiare il talento che tirano fuori queste figure dell’industria degli stuntman quando vengono messe dietro la camera da presa (anche Chad Stahelski lo ha saputo dimostrare con John Wick), e Hargrave non è da meno. Ce ne dà prova con un lunghissimo piano sequenza di più di dieci minuti che passa da un inseguimento in macchina a delle scazzottate dentro un palazzo, saltando da un veicolo ad un altro, da pistola a pugno. Pensato alla maniera di un moderno videogioco, le immagini che lo traducono sullo schermo sono anche meglio.

Tiene insieme molto bene i pezzi del ritmo narrativo e della spettacolarità dell’azione, soprattutto nella sequenza finale, provandoci che Tyler Rake non ha nulla da invidiare al miglior film del genere: è nato un nuovo action hero.

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Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
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