Una doppia verità

La recensione in anteprima del dramma con Keanu Reeves e Renée Zellweger, dal 15 giugno al cinema
Una doppia verità

Giovedì 15 giugno arriva in sala Una doppia verità, piccolo dramma processuale diretto da Courtney Hunt. Il protagonista è uno sbarbato Keanu Reeves (che sostituì in corsa Daniel Craig) nei panni dell’avvocato Richard Hamsey. Il suo obiettivo è quello di difendere in tribunale un giovane diciassettenne, Mike Lassiter, dall’accusa di omicidio. La vittima è il padre del ragazzo, Boone, anch’egli avvocato, interpretato nientepopodimeno che da Jim Belushi,  antipatico e ubriacone ricco avvocato col pizzetto.

Chi ha ucciso Boone Lassiter? Sarà stato davvero il figlio a infliggergli quella coltellata? Forse è stata la vedova (Renée Zellweger)? Chi può saperlo. Quel che è certo è che Una doppia verità gioca tutto con la prsunta innocenza di Mike, che dal giorno della morte del padre ha smesso di parlare, rendendo le cose ancora più difficili per il suo avvocato.

Uscito in America già lo scorso autunno, questo thriller legale di ridotte dimensioni ha avuto un’accoglienza tiepida per non dire fredda. Non si può dire che sia un brutto film: è un prodotto indipedente garbato, che molto deve alle facce e ai corpi di Reeves e Belushi. Il lavoro fatto con Belushi è anzi molto interessante, viene fuori una buona interpretazione drammatica. (Ricordiamoci che dall’1/12 lo vedremo nel nuovo film di Woody Allen).

Il problema principale di Una doppia verità risiede a livello di scrittura: l’assunto di partenza, l’high concept, già di per sé non particolarmente originale, viene sviluppato debolmente. Il film non cammina con le sue gambe perché lo script è assai esile, non è in grado di reggere sulle sue spalle novantatrè minuti. Non c’è suspense, non c’è tensione legata all’identità dell’assassino, al pubblico basterà fare letteralmente due più due per capire come stanno le cose già a mezz’ora dalla fine.

Niente di nuovo sul fronte occidentale.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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