Velvet Buzzsaw

Fresco di Sundance, arriva su Netflix il nuovo film di Dan Gilroy con Jake Gyllenhaal
Velvet Buzzsaw

Dan Gilroy in coppia con Jake Gyllenhaal ci aveva già regalato quella grande satira sul giornalismo televisivo che è Lo sciacallo – Nightcrawler, e si sa che squadra vincente non si cambia. Fresco di presentazione al Sundance Film Festival, Velvet Buzzsaw sposta la satira sul mondo dell’arte contemporanea e sul suo commercio, e lo fa costruendo un thriller dalle sfumature horror, mero pretesto per approfondire quella metafora sull’invidia e l’avarizia che è il film di Gilroy.

L’elemento sovrannaturale d’altronde, quello dell’oggetto creato da un’anima tormenta e maledetto proprio per questo motivo (in questo caso, appunto, dei quadri), è un clichè abusato nell’industria cinematografica, ma Dan Gilroy ne è consapevole. Infatti il tutto è portato all’estremo con la caricatura del genere stesso per poter fare una satira assurda e grottesca, con personaggi altrettanto caricaturali e assurdi (il critco Morf, la gallerista Rhodora, Coco l’assistente…Ma che nomi sono?), del sempre fiorente commercio delle arti.

La follia che permea una storia del genere è quindi costruita anche su una facile ironia, volutamente sopra le righe, in cui Jake Gyllenhaal (con un personaggio già iconico nella sua carriera) è l’unico fra i protagonisti della pellicola che riesce a razionalizzarla, forse perchè proprio conscio del suo ruolo di critico e anche per questo motivo destinato a soccombere come l’ultimo dei meschini. Emblematica, del resto, una sequenza finale al di fuori della narrazione in cui il personaggio di John Malkovich, pittore fino a quel momento senza ispirazione e costantemente bramato da i galleristi più “in” di Los Angeles, esce fuori dall’ombra in cui si era nascosto per tutto il film e alla luce di una spiaggia californiana, allo scoccare della morte dell’ultimo degli avari, ritrova la sua vena artistica.

Così facendo, il cerchio si chiude, e la vendetta dell’arte è completa. Per una volta, a morire, non è stata lei.

Velvet Buzzsaw
8
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Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
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