Venezia 74, Day 2: The shape of Fantozzi

Il secondo giorno della Mostra del Cinema fra Villaggio e Del Toro
The Shape of the water
Richard Jenkins and Sally Hawkins in the film THE SHAPE OF WATER. Photo by Kerry Hayes. © 2017 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

Ieri. Sempre alla Mostra del Cinema di Venezia, nelle 6 ore di buco fra Downsizing First Reformed, per ammazzare il tempo l’unica alternativa al documentario di Friedkin su Padre Amorth (quello che disse che Crozza era incarnazione del maligno) era il tailandese Samui Song (titolo originale Mai Mee Samui Samrab Ter), che inaugurava la sezione Giornate degli Autori.

Uscire a 35 minuti dall’inizio è stato un atto dovuto: nessuna scena delle successive avrebbe mai potuto competere con quella in cui uno dei protagonisti prima trastulla il proprio fringuello (indegnamente inquadrato senza censure), poi si passa in faccia le mani finallora intinte nello scroto, inizia a piangere e a prendersi a pugni nelle parti basse. Grazie, Thailandia.

La possibilità concessa invece a Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli è stata inaspettatamente soddisfatta: un biopic niente male con un’interprete sopraffina. Nico, vero nome Christa Päffgen, fu cantante dei Velvet Underground e femme fatale di Lou Reed (quello che pippava con Barbareschi).

E alla fine, First Reformed di Paul Schrader: per tutto il film aspetti che il reverendo interpretato da Ethan Hawke si faccia saltare in aria con una cintura esplosiva, e invece devi accontentarti di una scena di trip talmente trash che pareva fatta col Power Point.

Oggi invece è arrivato Guillermone Del Toro con The Shape of Water, cento volte meglio del film di apertura. Una storia d’amore fra un mostro della laguna e una donna delle pulizie muta, una straordinaria (davvero) Sally Hawkins. Miglior La La Land della Mostra finora.

Poi Mario Sesti ha portato il suo La voce di Fantozzi, docufilm dedicato all’iconico personaggio, con l’ultima apparizione sul grande schermo del compianto Paolo Villaggio: tante le testimonianze, da Benigni a Arbore a Lino Banfi, fino a Antonino Cannavacciuolo che prepara una frittatona di cipolle riempiendola di ingredienti.

Domani arrivano Michael Radford Jane Fonda con un film Netflix, e ritireranno anche il Leone d’Oro alla Carriera.
Qui da Venezia per adesso è tutto; se la tempesta prevista per stanotte non ci spazza via tutti l’appuntamento è qui, fra ventiquattr’ore circa.

Grazie a tutti e mi raccomando con questa cosa della New Hollywood.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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