Venezia 75, Day 1: First Man, dimenticare Downsizing

Il primo giorno della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia
Venezia 75

Venezia 75 è arrivata. 365 giorni fa la Mostra del Cinema veniva aperta da Downsizing, l’anno prima da La La Land. Nel 2018 è toccato a First Man, in Concorso. Due aperture su tre sono toccate a Damien Chazelle. Da gente che balla a gente che si rimpicciolisce a gente che prova ad andare sulla Luna. Sì, First Man l’abbiamo visto e sì, spoiler: Neil Armstrong, checché ne dicano i 5 Stelle, sulla Luna ci è andato davvero. E Kubrick non c’entra niente.

Stamani la sala Darsena era stracolma. Un nuovo jingle, un’altra annata, un film con Ryan Gosling. Quando poche settimane fa uscì la notizia sul film di apertura di Venezia 75, la pagina Facebook Il Cinéfilo nell’era dell’Internet pubblicò un meme con la foto di Gosling e la didascalia “Stessa espressione, ma con il casco“. Il pensiero di molti a fine proiezione era sostanzialmente questo: “Non è un attore espressivo, ma intenso“.  In effetti è vero: dopo il musical con Emma Stone e Blade Runner 2049 (del quale fra l’altro questo film cita, forse involontariamente, l’immagine finale), Gosling porta a casa un’altra interpretazione importante, che forse lo riporterà agli Oscar, almeno fra i nominati.

Quel che è certo è che le categorie tecniche faranno incetta di premi: dalla regia alla fotografia alla colonna sonora, tutto in First Man è ottimo, eccellente: materiale di alta qualità. Dove pecca? Più che altro nella durata: dei suoi 135 minuti almeno 20 finiscono per appesantire il racconto. È un film dove la regia è fortissima, che passa da un’ottima sequenza di turbolenze all’altra. Non è un film che ricorderemo per quanto è scritto bene, non è Tre Manifesti sotto quel punto di vista, però anche da quel punto di vista propone una chiave di lettura molto interessante, e cioè che se Armstrong è arrivato lì dov’è arrivato è anche grazie al sacrificio di tutti i suoi colleghi che lo hanno preceduto.

Questo primo giorno di Venezia 75 non ci permette granché di scherzare, perché da un film pregnante di morte siamo passati a un altro non meno impegnativo, ovverosia Sulla mia pelle con Alessandro Borghi, che racconta gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi. Si tratta del film di apertura della sezione Orizzonti, e anche se siamo solo al primo giorno possiamo dire che il premio per il miglior attore non potrà che andare al nostro Borghi. Il film è di un dolore e al tempo stesso di una delicatezza unici, e Borghi è stato fenomenale, la sua è stata una performance incredibile, toccante, tanto a livello fisico che interpretativo: guardate che lavoro ha fatto sul timbro di voce e ve ne accorgerete. Nel cast ci sono anche Jasmine Trinca (che interpreta la sorella di Stefano, Ilaria) e Max Tortora (suo padre), e anche loro sono sorprendenti.

Domani vi parleremo di The Mountain con Jeff Goldblum, ma anche di due film molto attesi: Roma di Alfonso Cuaròn e La Favorita di Yorgos Lanthimos con Emma Stone. Siamo solo all’inizio!

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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