Venezia 75: A Star is Born

La recensione di A Star is Born, debutto alla regia di Bradley Cooper, che arruola nel cast la popstar Lady Gaga
a star is born

Tempo di remake e rivisitazioni nel mondo del cinema. Il vecchio ritorna, sotto le vesti della tecnologia avanzata e della cultura pop. Basti vedere la 75° Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, dove, oltre a Suspiria (rivisitazione dell’omonimo film di Dario Argento del 1977) ha avuto la sua prima un altro remake: A Star Is Born, considerato uno dei più grandi classici di Hollywood, che ha visto, in passato, Judy Garland e Barbara Streisand tra le interpreti

Se il primo tenta la strada dell’autorialità, cercando in qualche modo di stravolgerne la familiarità con l’originale; il secondo percorre la semplice strada della fedeltà e dell’imitazione. La storia è sempre la stessa: una ragazza, dalla vita non facile, incontra una grande stella dello spettacolo che le dà l’opportunità di realizzare il suo sogno e di diventare famosa.

Nella versione 2018, Bradley Cooper è Jackson, un cantante ubriacone in decadenza che si innamora della voce (e non solo) di Ally, una cameriera che tenta di sfondare nel campo della musica. L’incontro è fulminante, la collaborazione artistica è un successo, l’amore è dietro l’angolo.

I due condividono riflessioni sulla musica, quella vera e sincera, cantata da chi è capace di mettersi a nudo e in grado di comunicare qualcosa. Affrontano insieme la fama, quella fatta di fan invadenti – in una scena, Ally tira un pugno a un ragazzo che chiede insistentemente la foto con Jackson- e di assalti durante i concerti, quella che porta alla bottiglia e alla droga. Si scontrano sul concetto dell’essere artista, nel momento in cui Ally si trasforma in una cantante pop patinata e circondata da ballerine; una visione non affatto gradita a Jackson.

Il loro rapporto comincia, così, a incrinarsi e il successo dell’uno diventa inversamente proporzionale a quello dell’altro: se la giovane promessa scala le classifiche musicali e vince premi, il veterano cade nella spirale della dipendenza e finisce in un centro di riabilitazione.

Sullo sfondo di queste vicende, la vera protagonista rimane però la musica, capace di sovrastare trama e interpretazioni. Se il film emoziona è soprattutto merito della voce di Lady Gaga, spoglia del solito trucco e travestimento; una rinascita che premia il talento e meno il personaggio che nel corso degli anni si è costruito.

Di fronte alla carica energica della sua co-protagonista, Cooper non può che soccombere, ma “risorge” nei panni del regista, qui alla sua opera prima; un debutto tutto sommato meritevole.

Il film però pecca di originalità: esclusa la musica, “A Star is Born” è pieno di cose già viste e di cliché legati ai melodrammoni romantici.

 

A Star Is Born
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A Star Is Born
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