Venezia 76, Day 2: Ad Astra per Netflix

Il secondo giorno della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia....
Ad Astra

Mentre a Roma Giuseppi Conte ha ricevuto il mandato esplorativo da Mattarella, il sottoscritto continua a portare avanti l’esplorazione del Concorso di Venezia 76. Ieri sera è stato proiettato per la stampa The Perfect Candidate, diretto da Haifaa al-Mansour, che nel 2012 aveva diretto La bicicletta verde. Il film è ambientato nell’Arabia Saudita di oggi, e racconta le vicende di una giovane dottoressa che, dopo una serie di malintesi subiti a causa della burocrazia, decide di candidarsi alle elezioni per il consiglio comunale della sua città. La sua campagna elettorale è per ovvie ragioni travagliata; nel film si respira quel progressismo tipico di Pontida.

Questa mattina (per motivi di embargo il diario viene redatto nel pomeriggio ma pubblicato quando di tutti i film di cui si parla è avvenuta la proiezione pubblica) il Concorso è andato avanti con il nuovo attesissimo film di Noah Baumbach , ovverosia Marriage Story, che troverete presto su Netflix. Poco prima dell’inizio della proiezione c’è stato qualche fischio e qualche buuu rivolto proprio al colosso dello streaming. Qualcuno dev’essere evidentemente scontento del progresso, o del fatto che il nuovo costosissimo film di Scorsese (della durata meravigliosa di tre ore e mezza) riesca finalmente a vedere la luce.

Comunque sia, il film è interpretato da due attori in stato di grazia, Scarlett Johansson e Adam Diver. Il film comincia con due sequenze che espandono i teaser trailer che avrete senz’altro visto in questi giorni sui social di Netflix: ci viene mostrata la loro vita di coppia apparentemente felice, prima dal punto di vista di un coniuge e poi da quello dell’altro.

Il film ha dei momenti di tenerezza e di ironia ma prevalgono spesso i toni drammatici. Lo script è ben calibrato sui due protagonisti, che ci offrono due ottime performance: per gli Oscar ne riparliamo a fine febbraio, per la Coppa Volpi chissà… Il film scava a fondo nei sentimenti dei due personaggi (con una visione della vita che ricorda a volte Woody Allen) raccontando ed esaltando in modo sublime (e talvolta purtroppo tragico) i piccoli gesti e le parole della quotidianità di una vita di coppia. La storia d’amore fra i due è tuttavia giunta purtroppo al capolinea ed è il momento di chiamare gli avvocati (Ray Liotta e un’esplosiva Laura Dern).

L’altro film del Concorso visto stamani è stato Ad Astra con Brad Pitt, che qualcuno su Twitter ha definito come “Il film di fantascienza che Malick non ha mai fatto”, il che non è affatto un buon presupposto. Il ritmo del film è in effetti parecchio lento e la storia è spesso poco digeribile. Se il tutto si salva (e se lo fa è davvero per il rotto della cuffia) è per alcuni espedienti e alcune idee di regia particolarmente affascinanti, come un inseguimento sulla luna a metà tra un western di John Ford e un ipotetico Fast&Furious nello spazio. Il tutto raccontato naturalmente con i tempi e toni di cui sopra. In alcuni casi si sarebbe potuto evitare di ricorrere al voice over con elucubrazioni filosofiche generiche sussurrate da un Pitt che troverete decisamente più in forma e in grazia fra poco meno di un mese, in Once Upon a Time in Hollywood.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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