Venezia 76, Day 5: fra Larraín e i Panama Papers

Il quinto giorno della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia....
Laundromat

Mentre a Roma il Papa è rimasto bloccato mezz’ora in ascensore ritardando l’Angelus, qui a Venezia 76 la lotta degli accreditati è sempre contro il tempo, le file chilometriche e il caldo incombente. In molti ieri non sono riusciti a partecipare alle proiezioni di Joker, e la giornata di oggi non è meno piena di quella passata.

Sono stati infatti presentati in anteprima gli episodi 2 e 7 di The New Pope, la serie di Paolo Sorrentino con protagonisti Jude Law, Silvio Orlando e la new entry John Malkovich. Una scelta singolare quella di non proporre le prime due puntate, in linea con quel mattacchione di Nicolas Winding Refn, che alla scorsa edizione del Festival di Cannes ha presentato gli episodi 4 e 5 della sua Too old to die young. Chi vi scrive ha sempre bisogno di guardare le serie dall’inizio: cominciare dalla seconda puntata sarebbe stato urticante. Con ZeroZeroZero andrà diversamente.

Quel che del Concorso è stato visto è Ema di Pablo Larraín, che torna a Venezia pochi anni dopo Jackie con Natalie Portman. La protagonista del film è la giovane Marianna Di Girolamo: la sua è finora la terza grande interpretazione femminile di questa Venezia 76 dopo quella di Catherine Deneuve e soprattutto quella di Scarlett Johansson. Il film è diretto magnificamente: appena un giorno dopo il Joker di Todd Phillips ci viene regalato un altro character-study pazzesco, coinvolgente, ben scritto e soprattutto ben recitato.

Altro film di oggi è il brillante The Laundromat di Steven Soderbergh con un cast di sconosciuti: Meryl Streep e l’inedita coppia Gary Oldman-Antonio Banderas. Il film ricostruisce lo scandalo dei Panama Papers con toni di commedia e un linguaggio molto spesso brillante e ammiccante nei confronti dello spettatore, soprattutto con piani sequenza cool in cui Banderas e Oldman raccontano al pubblico di off-shore e altri rimedi.

Il film è diviso in capitoli, alcuni dei quali sospendono momentaneamente la linea principale della storia e si costutuiscono come episodi del tutto staccati. Il problema principale del film è che in più occasioni, specie nel finale, viene travalicato il medium cinematografico, e diventa quasi reportage, mockumentary, senza esserlo stato in modo dichiarato fin dall’inizio. Se si fosse rimasti solo su un binario (l’uno o l’altro), The Laundromat ce lo saremmo ricordati a lungo. Quando potrete vederlo? Prossimamente su Netflix.

Categorie
News
Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

ABOUT US

CONSIGLIATI

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua