Venezia 76, Days 7&8: Meno male che Babyteeth c’è!

Il settimo e l'ottavo giorno della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia....
Babyteeth

Se questo diario vi è mancato nella giornata di ieri, sappiate che c’era un motivo ben preciso: Abovetheline ha collaborato attivamente al referendum sulla piattaforma Rousseau.

Il Concorso di Venezia 76 è proseguito con due film ignobili, il primo più del secondo: About Endlessness di Roy Andersson, già vincitore del Leone d’Oro qualche anno fa e Guest of honour di Atom Egoyan. Il “film” di Andersson è una carrellata di momenti assurdi della vita di tutti i giorni, ed è composto da almeno una ventina di piccoli episodi slegati fra loro. Il ritmo è contemplativo, lento in maniera estenuante e il tutto è condito da un voice-over insopportabile che introduce la maggior parte delle scenette. Il cinema è un’altra cosa. Del secondo neanche ha senso parlare, è talmente mediocre e futile (del tutto fuori contesto in un concorso così importante) che se lo troverete fra qualche anno in terza serata su La7D sarà grasso che cola.

Per fortuna sanno le donne come salvarci. Il secondo e ultimo film del concorso diretto da una donna (Barbera! Rimedia nel 2020!) è il meraviglioso Babyteeth, dell’esordiente Shannon Murphy. La storia è quella di Milla, una giovane malata terminale che stringe un rapporto speciale con un ragazzo più grande di lui e decisamente “eclettico”; è un coming-of-age molto delicato, spiritualmente simile a Quel fantastico peggior anno della mia vita, con l’aggiunta di un maggior approfondimento dei personaggi dei genitori.

La Murphy mescola sapientemente delicata ironia e momenti drammatici, tiene col fiato sospeso lo spettatore per due ore pienissime, e lo fa con uno stile di regia efficace, abbondando di camera a mano, primi piani e inquadrature strette e intime dei protagonisti e lasciando che la recitazione degli attori sia il più spontanea possibile. C’è un Bel Mendeshon pazzesco, finalmente umano e lontano dai blockbuster. Nella conferenza stampa di fine luglio, Barbera segnalò Shannon Murphy come una regista di cui sentiremo parlare ancora per molto: speriamo proprio di sì!

Il prossimo appuntamento col diario è fra due giorni: domani giura il governo e l’ultima cosa che vogliamo è togliere spazio al nostro Sergio!

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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