Wonder Woman

La nostra recensione di Wonder Woman, il cinecomic DC con Gal Gadot in uscita nelle nostre sale
Wonder Woman

C’è stato un breve momento in cui ho pensato che la DC ce l’avesse fatta, che Suicide Squad fosse solo un lontano ricordo e che il futuro di Superman, Batman e il resto della Justice League potesse essere radioso. E invece no, come un macigno che ti cade addosso all’improvviso tutto è tornato come prima e quel Wonder Woman che sembrava potersi elevare dalla media dei cinecomic DC è caduto rovinosamente al suolo. Ma procediamo con ordine, da quello che funziona davvero nei film di Patty Jenkins per arrivare all’annoso problema della scrittura che affligge i prodotti DC.

Ci sono due anime distinte in Wonder Woman, la prima funziona e la seconda no. Semplice, ma comunque incredibilmente complesso da risolvere. La prima anima è quella più classica del cinecomic, quella che è mancata in L’Uomo d’Acciaio e Batman v Superman e che qui si manifesta attraverso la riproposizione di alcuni cliché tipici (in un momento si cita lo Spider-Man di Raimi), combinando e rimescolando quanto fatto dalla Marvel negli ultimi anni. Nella sua parte più leggera Wonder Woman è un mix tra Captain America: Il Primo Vendicatore (un super-essere calato in un conflitto bellico) e Thor (il gioco della divinità nel mondo dei mortali). Funziona tutto, ed anche la parte più istituzionale del film, quella sul ruolo di un personaggio femminile in un mondo maschilista, riesce ad amalgamarsi con l’ironia che pervade il film. Tutte queste splendide certezza vengono però a mancare quando il film di Patty Jenkins inizia a soffrire di complessi d’inferiorità verso i suoi colleghi, soprattutto inizia ad imporsi di dover scimmiottare a tutti i costi i due cinecomic firmati da Zack Snyder. Per quanto imperfetti, L’Uomo d’Acciaio e Batman v Superman erano due film coerenti con se stessi, ben consapevoli di quello che volevano essere fin dal loro primo minuto. Se vuoi essere un mattone pesantissimo pieno di riprese evocativamente vuote puoi farlo, l’importante è che tu sia solamente quello. Wonder Woman passa invece dalle atmosfere scansonate dei primi due atti ad una terza parte che trasuda retorica spiccia, finendo per regalarci l’ottima Gal Gadot inquadrata come in uno spot di un eyeliner mentre straparla della forza dell’amore. È così che il film si trasforma in qualcosa di difficilmente apprezzabile in cui un villain brutto e sbagliato (parliamo di miscasting) sputa frasi scritte in un momento di svogliatezza, mentre il focus del film si fa sempre più stretto sulla protagonista, mettendo progressivamente da parte tutti quegli elementi che la Jenkins si era amorevolmente portata dietro per due ore. I comprimari vengono abbandonati nel momento in cui finisce il loro ruolo di macchietta multietnica e la stessa storia tra Diana e Steve si risolve in un banale cliché. Il resto, il buono che c’è in Wonder Woman, sta in una protagonista perfettamente calata nella parte e in una buona parte di film capace di intrattenere senza essere presuntuosa.

Wonder Woman
6
Wonder Woman
  • voto
    6
Categorie
FeaturedNewsRecensioni
Francesco Martino

Nato nel 1989 è studente di Giornalismo a Roma Tre. Ha collaborato con Prismo, Vice e Dude Mag. Scrive su Serial Minds e in edicola su Il Mucchio.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

ABOUT US

CONSIGLIATI

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua