Wonder

La nostra recensione di Wonder, il film con Jacob Tremblay e Julia Roberts in arrivo il 21 dicembre
Wonder

È difficile approcciarsi a Wonder senza un qualche tipo di pregiudizio verso la sua natura. Tratto dal libro omonimo di R.J. Palacio, il film di Stephen Chbosky (Noi Siamo Infinito) esiste per l’unico scopo di commuovere lo spettatore fino allo sfinimento, mettendo in campo qualsiasi arma a sua disposizione nel tentativo di intaccare i vostri condotti lacrimali.

La storia di August, un bambino affetto da una deformazione craniofacciale che mette per la prima volta piede in una scuola pubblica, viene trattata nel modo più melenso possibile, ricorrendo a tutti gli stratagemmi del caso utili a portare a casa il risultato. Monologhi, sguardi languidi, animali domestici malati e amicizie in pezzi sono solo alcuni degli ingredienti di quello che potrebbe essere definito un film da nuvola di Fantozzi, in cui se una cosa potrà andare male lo farà. Una storia forte, che viene raccontata nel modo più banale possibile, perdendo di spontaneità e credibilità una volta finita nell’impasto filmico di Chbosky.

A nulla serve la divisione in capitoli (ripresa dal libro), la vicenda di Wonder finisce per non sembrare nulla di più di un sequel ideale di quel filone cinematografico di prodotti pensati e finanziati da un produttore di fazzoletti. Qui c’è anche Owen Wilson, che dopo Io & Marley si ritrova ancora una volta nell’ingrato compito di commuovere il pubblico (anche se qui lo fa con un ruolo descrivile solo come quello del padre cool che indossa le scarpe da ginnastica sotto il completo elegante).

Fortunatamente per voi, l’ottimo cast riesce a dare un minimo di credibilità al tutto, riuscendo a lavorare sulla dimensione emotiva in modo convincente, mettendo in scena una lunga serie di faccine e smorfie perfette per scegliere i vostri cuori. Brava Julia Roberts, bravissimo Jacob Tremblay, di ritorno dal quasi catastrofico Il Libro di Henry di Colin Trevorrow. Ci sono anche delle citazioni di Star Wars, giusto per cogliere il momento cinematografico.

Wonder
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Francesco Martino

Nato nel 1989 è studente di Giornalismo a Roma Tre. Ha collaborato con Prismo, Vice e Dude Mag. Scrive su Serial Minds e in edicola su Il Mucchio.
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