Yesterday – La Recensione

Danny Boyle e Richard Curtis immaginano un mondo senza i Beatles. Il risultato? Una sorprendente commedia che mette di buon umore....
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Cosa faresti se ti svegliassi in un mondo in cui la tua band preferita non è mai esistita, e fossi l’unico detentore di un patrimonio musicale che ha influenzato intere generazioni?

È questo l’incubo che vive Jack Malik, l’aspirante musicista protagonista del nuovo film di Danny Boyle (The Millionaire, Trainspotting), scritto da quel Richard Curtis di Quattro matrimoni e un funerale e Notting Hill. Se sulla carta i due autori sembrano molto diversi, in Yesterday dimostrano che l’unione delle loro differenti espressioni filmiche è possibile, e pure con successo: se il primo riprende il malessere dei suoi personaggi, e il conseguente desiderio di una vita alternativa, il secondo recupera l’animo romantico tipico delle sue commedie, con protagonisti goffi e impacciati, alla continua ricerca del vero amore.

Jack Malik è l’esperimento riuscito dalla combinazione di questi due ingredienti. Girovagando per fatiscenti bar nella speranza di essere un giorno notato, Jack è un magazziniere insoddisfatto della propria vita, sostenuto soltanto da un paio di amici e da Ellie, manager e amica, segretamente innamorata di lui. Tutto cambia in seguito a un misterioso black out mondiale, durante il quale è vittima di un incidente che gli fa perdere i sensi. Al risveglio scopre di essere l’unico a conoscere i Beatles e la loro musica; decide, perciò, di far credere a tutti di essere l’autore di brani come Yesterday, Let it be ed Hey! Jude.

Il successo è assicurato! Jack firma con un’importante casa discografica di Los Angeles, gestita da una cinica e spietata manager, interpretata da Kate Mc Kinnon (Saturday Night Live) che apporta al film una comicità amara, espressione di quei compromessi a cui molti artisti devono sottostare in cambio della fama.

E sono proprio questi compromessi a destabilizzare Jack, insieme ai sensi di colpi che derivano dal fatto di non essere sincero, soprattutto nei confronti di Ellie: una Lily James radiosa e piena di vita, diversa dai tipici personaggi femminili delle rom – com; una giovane donna che non rimane in un angolo del film mentre aspetta di essere ricambiata dall’uomo che ama.

È da qui che comincia a prendere sempre più spazio la sfera romantica di Curtis. Piuttosto che esplorare più a fondo l’aspetto fantasy Yesterday sceglie la via dei facili sentimenti, scontati ma non per questo sbagliati. Che c’è di male nel credere che l’amore ci salverà?

Un film che diverte e commuove per la sua semplicità, e che ti farà uscire dalla sala canticchiando le canzoni dei Beatles.

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