Zombieland: Doppio Colpo – La Recensione

La recensione del sequel di Zombieland, dal 14 novembre al cinema ...
Zombieland - Doppio colpo

A distanza di dieci anni precisi dal primo capitolo, Zombieland – Doppio Colpo riporta sullo schermo quel meraviglioso dream-team composto da Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Emma Stone e Abigail Breslin. Alla regia c’è di nuovo Ruben Fleischher, reduce da un incasso di Venom talmente alto che hanno preferito affidare la regia del sequel al maggiordomo di Batman anziché a lui.

È passato qualche anno nella Terra di Zombieland: la nostra famiglia-non famiglia disfunzionale preferita è ancora compatta, ma non si sa quanto durerà la quiete. A turbare l’equilibrio, oltre alla paura di affezionarsi di almeno un paio di protagonisti, saranno le pulsioni adolescenziali di Abigail Breslin: potrebbe innamorarsi di un hippie e lasciare il nido, e a chi toccherà andare a recuperarla?

Uno degli aspetti più interessanti di questo sequel riuscito (riuscito, sì: divertente e ben scritto) è l’espansione di quel mondo che abbiamo imparato a conoscere e amare nel primo capitolo. Ci viene data infatti la possibilità di conoscere altri sopravvissuti (al cast si aggiungono infatti Rosario Dawson e Luke Wilson) e di vederli alle prese con tipologie di zombie vecchie e nuove: alcuni si sono evoluti, altri sono regrediti… al livello di Homer.

Nell’anno in cui l’ennesimo Terminator sfianca e floppa nelle sale di tutto il mondo, il miglior omaggio a Terminator 2 arriva proprio in Zombieland Doppio Colpo. Non vi diremo in che modo per non spoilerare. Nel periodo in cui sequel, remake e reboot impersonali vengono continuamente prodotti in preda a una smania che spesso annichilisce il senso delle opere e a script mediocri, Zombieland: Doppio Colpo è l’unico sequel sereno, placido, divertente e al passo col precedente. Dieci anni ci sembra una distanza giusta per tornare a visitare dei personaggi: ne riparliamo nel 2029, qualora si volesse chiudere la trilogia.

E a poche settimane di distanza dalla Festa del Cinema di Roma, un certo signor Bill Murray non è rimasto in pigiama quando gli hanno proposto un altro cameo, e questa non è che una benedizione del cielo: la scena mid-credit col suo cameo vi migliorerà decisamente l’esistenza.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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